Tre rimedi ayurvedici per alleviare la sindrome da stanchezza cronica

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Molte persone sono attualmente diagnosticate con sindrome da stanchezza cronica (CFS) e secondo i Centers for Disease Control, è probabile che molte altre stanno combattendo sintomi simili, ma non soddisfano tutti gli standard per una diagnosi formale.

Sintomi della sindrome da stanchezza cronica

I sintomi, spesso debilitanti, includono stanchezza, confusione, perdita di memoria, dolori articolari, ansia e depressione. La condizione rimane un mistero, anche se – come molti problemi di salute – molti esperti ritengono che le tossine ambientali, carenze nutrizionali e stress emotivo, possono giocare un ruolo nello sviluppo della malattia.

Attualmente non esiste una cura per la sindrome da stanchezza cronica. Il trattamento standard prevede la prescrizione di  FANS e antidepressivi per aiutare a gestire i sintomi..

Secondo la medicina Ayurveda, la sindrome da stanchezza cronica – o bala kshaya – è causata da un accumulo di tossine, con conseguente disconnessione tra mente, corpo e spirito. Il trattamento è olistico e comprende la meditazione, dieta, massaggi, tecniche di respirazione e le terapie a base di erbe. L’obiettivo principale della medicina Ayurveda è quello di ridurre al minimo il carico tossico – una priorità assoluta – .

Rimosse le tossine, è necessaria una dieta disintossicante, seguita da “pancha karma” – un più ampio processo di disintossicazione che utilizza il massaggio e terapie a base di erbe. La terza fase è normalmente costituita da una terapia a base di erbe rigenerative per contribuire a ripristinare l’energia e la vitalità.

Trattamento ayurvedico per la sindrome da stanchezza cronica 

Ashwagandha, scientificamente conosciuta come Withania somnifera e chiamata anche “ginseng indiano”, è un rasayana – un’erba che aiuta a prolungare la vita, combattere le malattie e proteggere il corpo e la mente dallo stress.

Secondo Alakananda Devi, direttore della Alandi Ayurvedic Clinic in Boulder, Colorado, ashwagandha ripristina l’energia e migliora le funzioni neurologiche e muscolari nei pazienti affetti da CFS. Aiuta anche a regolare i cicli del sonno, rafforzare il sistema immunitario e ridurre l’ansia e la depressione. In uno studio su animali, pubblicato nel 2000 in Fitomedicina, estratti di Ashwagandha si sono dimostrati efficaci come Ativan, una benzodiazepina, utilizzata nella medicina tradizionale per ridurre l’ansia. L’estratto della pianta ha dimostrato di ridurre i livelli cerebrali di tribulin, un marker chimico dell’ ansia. I ricercatori hanno concluso che ashwaghanda è utile sia come stabilizzatore dell’umore che come terapia anti-ansia. In un altro studio su animali, pubblicato nel 2002 nel Journal of Medicinal Food, ashwagandha, in combinazione con altre erbe, ha dimostrato di ripristinare i livelli cerebrali di antiossidanti naturali e ridotto lo stress ossidativo che contribuisce alla stanchezza cronica.

Gli studi scientifici continuano a confermare l’efficacia di erbe ayurvediche

Un’altra pianta che ha ricevuto l’attenzione scientifica è la Rhodiola rosea che cresce nelle regioni artiche ed è utilizzata anche in Ayurveda per ripristinare la funzione neurologica, aumentare l’energia, ridurre la fatica, alleviare la depressione e ripristinare il sonno. Secondo  NYU Langone Medical Center, la Rhodiola può aiutare le persone che sono sotto stress. Il centro medico cita uno studio in doppio-cieco, controllato con placebo, in cui 56 medici in servizio durante la notte che hanno assunto la  rhodiola, sono stati in grado di mantenere livelli elevati di funzione mentale, rispetto al gruppo placebo. Il Dott.Chris Kilham, collaboratore del centro, sottolinea che ampi studi clinici hanno confermato che la rodiola aumenta la forza e la resistenza, promuovendo la memoria e l’attenzione.

Come ashwagandha, la rodiola combatte la sindrome da stanchezza cronica, senza effetti collaterali. Ancora un’altra erba ayurvedica riduce la sensazione di confusione, migliora la memoria e solleva l’umore. E’ Brahmi, scientificamente nota come Bacopa monnieri e chiamato anche centella asiatica: Essa è apprezzata in Ayurveda come tonico mentale per trattare la malattia di Alzheimer, deficit cognitivi legati all’età e la sindrome da stanchezza cronica. I ricercatori hanno scoperto che i suoi costituenti chiamati bacosides hanno un effetto rilassante sulle vene, permettendo maggiore flusso di sangue e sostenendo la concentrazione e l’ attenzione. In uno studio in doppio cieco, controllato con placebo pubblicato nel 2008 nel Journal of Alternative and Complementary Medicine, 300 mg al giorno di estratto di Bacopa sono stati somministrati per sei settimane a volontari anziani. Strumenti diagnostici, tra cui la Wechsler Adult Intelligence Scale e il Rey Auditory Verbal Learning Test, utilizzati dai ricercatori, hanno dimostrato che il gruppo trattato con la bacopa aveva migliorato le abilità della memoria e diminuito i livelli di depressione e ansia. Il team ha osservato che la bacopa aveva il potenziale di migliorare in modo sicuro le prestazioni cognitive. Anche se ashwagandha, rodiola e brahmi sono generalmente sicure, possono interagire con altri rimedi a base di erbe, prescrizione di farmaci e integratori. Naturalmente, è meglio consultare un medico di fiducia prima di utilizzare queste erbe per trattare la sindrome da stanchezza cronica e seguire attentamente le istruzioni di dosaggio. Ricordate, le erbe sono solo una parte di un approccio ayurvedico alla guarigione. Un medico ayurvedico può raccomandare semplici cambiamenti nella dieta e stile di vita che possono accelerare il tempo di recupero. Molte persone hanno trovato sollievo con rimedi ayurvedici naturali che lavorano per dissipare le tossine, riportare il corpo in equilibrio e ripristinare la salute.

Fonte: medimagazine.it