Sei milioni l’anno i morti per fumo, ecco come combatterlo

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Sei milioni di persone l’anno, che potrebbero diventare otto milioni nel 2030. Tanto uccide oggi, e potrebbe continuare a farlo domani, il fumo, la prima fra le cause di morte che possono essere prevenute. È quanto fa sapere l’ Organizzazione mondiale della sanità in occasione della pubblicazione del Report on the Global Tobacco Epidemic 2013, nel quale si fa il punto anche sulle misure messe in atto per contrastare la diffusione dell’ abitudine al fumo, con focus soprattutto sul bando delle pubblicità e delle sponsorizzazioni da parte delle aziende che producono tabacco, sigarette o sigari. Punto di partenza dell’analisi dell’ Oms è la constatazione che, a oggi, le aziende del tabacco investono ancora molto, decine di miliardi di dollari, nelle campagne pubblicitarie, ritenute tra le cause principali dell’avvicinamento della popolazione giovanile al fumo. “Sappiamo che solo il completo bando delle pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del tabacco è efficace”, spiega Douglas Bettcher, direttore del dipartimento Prevention of Noncommunicable Diseases. “I paesi che hanno introdotto il bando completo insieme ad altre misure di controllo del tabacco sono stati in grado di abbassarne l’utilizzo in modo significativo nel giro di soli pochi anni”. I dati di chi ha detto no alla diffusione del fumo sono questi: 2,3 miliardi di persone, circa un terzo della popolazione globale, ha adottato almeno una misura di controllo del tabacco efficace (le cosiddette Mpower), e altri 3 miliardi sono le persone sottoposte a campagne nazionali anti-tabacco. Dal 2007 al 2012, sono aumentati, per esempio, i bandi sul divieto di fumo in luoghi pubblici, sono continuate le politiche di avvertenza sui pacchetti di sigarette, ed è aumentato, anche se più lentamente rispetto agli altri fattori, l’accesso ai servizi di disassuefazione. A oggi, inoltre, 24 paesi tra cui l’Italia, per un totale di quasi 700 milioni di persone, hanno introdotto il bando completo delle campagne pubblicitarie sul tabacco e altri cento sono vicini ad adottare misure simili. Ma tutto questo non basta, scrivono dall’Oms, se si vuole ridurre del 30% l’uso dei prodotti che contengono tabacco entro il 2025. Infatti, sono ancora una sessantina i paesi che non hanno adottato nessuna misura per contrastare la promozione e la pubblicità sul fumo. “Ogni paese ha la responsabilità di proteggere la sua popolazione dalle malattie correlate al tabacco, dall’invalidità e dalla morte”, ha commentato il direttore generale Margaret Chan. Per questo, conclude il report, è necessario che più paesi mettano in atto misure adeguate a contrastare l’ abitudine al fumo, per salvare così la vita al quasi miliardo di persone che potrebbero altrimenti morire per malattie legate al tabacco nel secolo in corso.

Via: Wired.it

Tratto: galileonet.it