Ravanelli: proprietà benefiche, controindicazioni e come mangiare questi eccezionali ortaggi già noti agli Egizi

I ravanelli (Raphanus sativus), originari dell’Asia, appartengono alla famiglia delle Brassicaceae. Ortaggi eccezionali, già noti agli Egizi che li mangiavano con spicchi d’aglio, venivano impiegati dai medici greci e latini per lenire la tosse e accrescere le secrezioni lattee.ravanelli-cop-e0220a80

Ne esistono di diverse varietà, di forme, colore e grandezze differenti. Oltre al ravanello rosso, il classico, abbiamo il daikon bianco, il nero spagnolo, il ravanello rosa, quello grigio scuro e quello verde e giallo. Nonostante il sapore più o meno amarognolo, alcune sfumature più o meno piccanti, una cosa accomuna tutte le varietà: le loro eccezionali proprietà.

Proprietà benefiche dei ravanelli

Ma quali sono le proprietà benefiche dei ravanelli?

  • disintossicanti
  • eliminano scorie e tossine
  • depurativi
  • ipocalorici
  • favoriscono la perdita di peso
  • hanno un basso indice glicemico
  • calmano la tosse
  • antisettici
  • antibatterici
  • proteggono dai danni ossidativi provocati dai radicali liberi
  • contrastano l’invecchiamento cellulare
  • antielmintici, contrastano la formazione di parassiti a livelli intestinale
  • leniscono il prurito da puntura di insetto

Altri benefici

Ma non è tutto, in quanto questi ortaggi:

  • abbassano la pressione arteriosa
  • purificano il sangue
  • combattono ritenzione idrica e cellulite
  • prevengono le infezioni del tratto urinario, aumentando la produzione di urina
  • proteggono la salute cardio-vascolare
  • rafforzano il sistema immunitario
  • prevengono il cancro (es. al colon, all’intestino e al cavo orale)
  • detergono il viso e sono consigliati per cute secca, eruzioni cutanee e rugheravanelli-cop-1Ortaggi antichissimi: i ravanelli sono un tripudio di sfumature cromatiche, dal sapore piccantino e versatile in cucina.

    Come mangiarli

    I ravanelli vengono mangiati solitamente crudi. Ricordate che in pinzimonio diventano un originale aperitivo con cui accompagnare formaggi e salumi oppure è possibile mangiarli crudi e ripieni, farciti con robiola o un paté di olive: sotto aceto, per preservare le caratteristiche organolettiche e nutritive. I ravanelli sono ottimi anche arrosto, insaporiti con i semi di zucca e il sesamo per un contrasto sfizioso, per preparare primi di pasta o risotto o sotto forma di chips light, come un’ottima alternativa alle patatine dritte.

    Del ravanello non si butta via nulla, quindi utilizzate le foglie, crude o cotte, per condire la pasta, per preparare una deliziosa insalata, nella creazione di pesti, frittate e zuppe.

    Troppo spesso sottovalutati, questi ortaggi donano vivaci note cromatiche un retrogusto piccante anche ai panini. Prima di posizionarli al loro interno, lasciateli in ammollo per qualche minuto, già puliti e tagliati a rondelle, in una ciotola con acqua e ghiaccio.

    Controindicazioni dei ravanelli

    I ravanelli sono sconsigliati nei casi di:

    gastrite

    reflusso gastroesofageo

    colite

    colon irritabile

    calcoli renali

    Qualora se ne faccia un uso eccessivo, possono irritare le pareti gastriche e causare flatulenza. Sono in tante le future mamme che, avendo a cuore la salute del nascituro, vogliono conoscere se i ravanelli sono controindicati in gravidanza.

    Mangiare ravanelli durante la gestazione favorisce la digestione, il transito intestinale, riduce la stitichezza, fornisce folati, che permettono una buona chiusura del midollo spinale fetale, forniscono acqua, vitamine, antiossidanti, aumentano l’apporto di ferro, essenziale specie per le mamme vegane e vegetariane. L’unico rischio del consumo di ravanelli in gravidanza è legato alla toxoplasmosi, parassita presente nell’acqua e nella terra per cui lavate accuratamente questi ortaggi prima di mangiarli rigorosamente cotti. Per lavarli correttamente, teneteli per un bel pò sotto l’acqua corrente, strofinandoli con un pennello vegetale pulito. Lavate sempre le mani con acqua e saponi dopo averli maneggiati.

    Fonte: ambientebio.it