Obesi, ignari e diabetici: «Italiani cambiate il vostro stile di vita»

L’appello, valido per tutti gli europei, è venuto dagli esperti riuniti a Copenhagen. Con dieta sana e ginnastica si può tenere lontano il diabete, fra le cause principali di infarto, ictus e deterioramento della vistafile1344513661_40

Con dieta sana e movimento i rischi si riducono

Le cifre sono da capogiro: tre milioni di italiani adulti hanno il diabete (il 5 per cento della popolazione totale) e si stima che un ulteriore milione di connazionali ne soffra senza saperlo, a cui vanno aggiunti i 2,6 milioni di cittadini (il 6 per cento della popolazione) con alterata intolleranza al glucosio, lo stato di pre-diabete. «E la situazione peggiorerà in futuro – avverte Antonio Nicolucci, Coordinatore Data Analysis Board dell’Italian Barometer Diabetes Observatory durante un incontro sul tema organizzato nei giorni scorsi a Milano: si stima infatti che nel 2030 quasi 5 milioni di cittadini adulti soffriranno di diabete. E le cose non vanno meglio in Europa, dove già sono 35 milioni le persone affette da diabete e 42 milioni quelle con intolleranza al glucosio. E a tutte queste persone bisogna sommare ben 15 milioni di bambini europei (1 su 5) che sono sovrappeso od obesi e quindi con altissimo rischio di diabete di tipo 2».

PREVENIRE E’ LA PAROLA D’ORDINE - Che cosa sia possibile e si dovrebbe fare, gli esperti riuniti a Copenhagen (per l’European Diabetes Leadership Forum) lo hanno detto chiaramente: bisogna puntare e investire, in primo luogo, sulla prevenzione.  «Agire oggi, per cambiare il domani» è lo slogan emerso dalla Copenhagen Roadmap, il documento elaborato a fine lavori: «Prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure e dell’assistenza sono i tre capisaldi sui quali si basa la strategia individuata dai partecipanti – medici, rappresentanti delle associazioni pazienti, politici, Istituzioni europee e dei Paesi membri dell’Unione europea – per affrontare la sfida che il diabete pone all’Europa» spiega Marco Comaschi, diabetologo, membro della  Commissione ministeriale per il piano nazionale diabete.

L’OBESITA’ E’ IL NEMICO NUMERO UNO - Il diabete, hanno spiegato gli esperti, è una delle cause principali di malattie cardiovascolari, renali, cecità e amputazione di arti. E quello di tipo 2, relativo al 90 per cento di tutti i casi nostrani, riduce l’aspettativa di vita di 5-10 anni. Uno dei dati più preoccupanti è poi il numero di persone che si trovano in condizione di ridotta tolleranza al glucosio (IGT, impaired glucose tolerance), una sorta di stato di pre-diabete, è un importante fattore di rischio che presuppone un’evoluzione verso la malattia, ma che fortunatamente è ancora reversibile perchè è possibile tornare indietro modificando il proprio stile di vita: dieta sana con una limitata quantità di grassi e 30 minuti di moderato esercizio fisico quotidiano. «Così come si può giocare d’anticipo contro il diabete di tipo 2, che è ampiamente prevenibile agendo sui fattori di rischio (l’obesità ne è la prima causa), che soprattutto per le nuove generazioni sono l’alimentazione sbagliata e la pigrizia, la scarsa attività fisica. Per questo combattere il sovrappeso infantile è fondamentale» chiarisce Comaschi. Ma oggi un italiano adulto su tre è in sovrappeso (36 per cento) e uno su dieci è obeso, per un totale di 17,6 milioni di connazionali in sovrappeso e 4,9 milioni di obesi. 

Vera Martinella

 

Fonte: fondazioneumbertoveronesi