Mangiare meno, per vivere di più

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Il segreto per vivere più a lungo? Mangiare meno e mettere, così, a freno l’invecchiamento. È questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori del Salk Institute, negli Stati Uniti, che in uno studio hanno dimostrato in che modo la restrizione calorica possa proteggere (finora in un gruppo di topi) dall’invecchiamento, ridurre i livelli di infiammazione e ritardare l’insorgenza di malattie legate all’età, come demenza, diabete e cancro. Lo studio, il più dettagliato svolto finora sugli effetti cellulari di una dieta ipocalorica, è stato appena pubblicato sulla rivista Cell.

I benefici della dieta ipocalorica

Che l’alimentazione abbia effetti sulla salute non è una novità. Sappiamo, infatti, che l’invecchiamento è il più principale fattore di rischio per molte malattie e che la restrizione calorica potrebbe essere uno degli interventi più efficaci contro queste patologie legate all’età. Tuttavia, sebbene gli esperti sappiano che le singole cellule subiscono molti cambiamenti con l’avanzare degli anni, finora non sono riusciti a capire come la restrizione calorica possa influenzare questi cambiamenti. “Sapevamo già che la restrizione calorica aumenta la durata della vita, ma ora abbiamo mostrato tutti i cambiamenti che si verificano a livello di una singola cellula”, spiega il co-autore Juan Carlos Izpisua Belmonte. “Questo studio ci dà nuove informazioni con le quali potremmo eventualmente essere in grado di agire con farmaci per trattare l’invecchiamento negli esseri umani”.

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La restrizione calorica

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno confrontato i dati provenienti da un gruppo di topi che seguiva una dieta normale e un altro gruppo a cui è stata somministrata una dieta con il 30% in meno di calorie. Entrambi i gruppi di animali sono stati seguiti dai 18 mesi fino ai 27 mesi di età (paragonabile ai nostri 50-70 anni.) Sia all’inizio che alla fine dello studio, il team di ricercatori ha isolato e analizzato un totale di 168.703 cellule provenienti da tessuti adiposi, fegato, rene, aorta, pelle, midollo osseo, cervello e muscoli. Per ogni cellula isolata, i ricercatori hanno svolto analisi genetiche per poter misurare i livelli di attività dei geni.

L’invecchiamento cellulare

Dalle analisi, i ricercatori hanno notato che con l’avanzare dell’età molti dei cambiamenti cellulari (il 57%) osservati nel gruppo di topi con una dieta normale non erano invece presenti in quelli con una dieta ipocalorica. “Questi risultati non solo ci dimostrano l’effetto della restrizione calorica su questi tipi di cellule, ma hanno anche fornito lo studio più completo e dettagliato di ciò che accade a livello di ogni singola cellula durante l’invecchiamento”, precisa il co-autore Guang-Hui Liu, dell’Accademia delle scienze cinese. Per esempio, il numero di cellule immunitarie in quasi tutti i tessuti e organi studiati è aumentato significativamente con l’età nel gruppo dei topi con la dieta normale, ma non è invece stato influenzato dall’età nei topi sottoposti alla restrizione calorica. “La scoperta principale è che l’aumento della risposta infiammatoria durante l’invecchiamento potrebbe essere sistematicamente repressa dalla restrizione calorica”, spiegano i ricercatori.

“Le persone spesso dicono che siamo quello che mangiamo, e stiamo scoprendo che ciò è vero in molti modi”, conclude Concepcion Rodriguez Esteban, tra gli autori dello studio. “Lo stato delle nostre cellule mentre invecchiamo dipende chiaramente dalle nostre interazioni con l’ambiente, incluso cosa e quanto mangiamo”. Il team di ricercatori sta ora cercando di mettere insieme tutte queste informazioni nel tentativo di scoprire potenziali nuovi target contro invecchiamento e sviluppare possibili strategie per aumentare la durata della vita e della salute“.

Fonte: Cell