LE PROPRIETÀ DEL MAQUI – 2^ PARTE

UNA PIANTA DAVVERO PREZIOSA

Il Maqui è un mirtillo presente sui cespugli dell’Aristotelia chilensis, pianta tipica del Cile che cresce spontaneamente nella Patagonia cilena e sull’Isola Robinson Crusoe, nell’Arcipelago Juan Fernandez. In termini di concentrazione di antocianine il Maqui non ha eguali in natura. La stessa scienza ha messo a disposizione uno strumento che ne misura la capacità ossidante, l’ORAC (Oxygen Radicals Absorbance Capacity ossia “Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno”): più intensa è l’attività antiossidante, più sale il punteggio ORAC.E qui sono i dati a parlare: la potenza antiossidante del Maqui è quasi 6 volte superiore a quella del già ricco mirtillo.Non solo.

 

IL RUOLO DELLE DELFINIDINE

Il 70% delle antocianine del Maqui sono delfinidine (in particolare la delfinidina 3-sambubioside-5 glucoside che rappresenta il 34% delle antocianine totali), note per le proprietà antinfiammatorie e per la capacità di modulare il metabolismo energetico cellulare.  In particolare, le delfinidine da un lato inibiscono i segnali che stanno alla base dei processi infiammatori cronici (come l’NfKb), dall’altro innescano fattori di trascrizione in grado di aumentare in maniera mirata numerosi segnali di sopravvivenza e rigenerazione cellulare. Per esempio attivano l’AMP chinasi, enzima chiave nel mantenimento del metabolismo energetico e nel controllo dei meccanismi di difesa cellulare. L’attivazione dell’AMP chinasi aumenta la sensibilità del recettore insulinico, consente un migliore controllo del metabolismo glucidico e aumenta la biogenesi mitocondriale, favorendo un vero e proprio ringiovanimento funzionale della cellula.

 

L’IMPORTANZA DI UNA DIETA ANTI-INFIAMMATORIA

Si tratta di risultati che si inseriscono nella più ampia ricerca che attualmente mette in correlazione gli stati infiammatori con lo sviluppo di obesità, sindrome metabolica e diabete. La scienza sta cercando di fare luce su quei meccanismi cellulari che controllano l’infiammazione soprattutto a livello genetico, evidenziando quindi il ruolo che gli stessi fattori di trascrizione genetica rivestono in questo processo. In particolare, una dieta anti – infiammatoria come la Zona, con l’integrazione di acidi grassi omega 3 e polifenoli, è in grado di ridurre la sintesi di eicosanoidi pro-infiammatori, attuando un vero approccio non farmacologico per il trattamento di obesità, sindrome metabolica e diabete.

 

POLIFENOLI E DIABETE

Un ulteriore recente lavoro scientifico condotto nel 2012 dall’Università Australe del Cile di Valdivia utilizzando ratti con diabete indotto, ha dimostrato che un estratto standardizzato di Maqui riduce i livelli basali di glicemia. Un altro studio pilota effettuato parallelamente ha avuto come risultati la diminuzione della glicemia postprandiale e insulinemia in pazienti con alterata tolleranza al glucosio, modificando l’andamento delle curve di insulina e glicemia. Sono proprio le stesse delfinidine che inibiscono il trasporto di glucosio dipendente dal sodio. Dati simili derivano da uno studio condotto presso l’Università della Nord Carolina, dove una formulazione standardizzata ricca di antocianine del Maqui ha dimostrato un effetto antidiabetico su ratti obesi iperglicemici. Infine il lavoro Polyphenols and Diabets condotto da G. Scapagnini nell’ambito della Facoltà di Medicina dell’Università del Molise hanno evidenziato come alcuni polifenoli siano in grado di attivare il fattore di trascrizione Nrf2 che a sua volta induce l’espressione dell’eme ossigenasi (HO-1) la quale migliora la sensibilità all’insulina, la tolleranza al glucosio e riduce gli stessi livelli di insulina circolante.

 

QUANTITA’ RACCOMANDATE

La quantità raccomandata corrisponde a circa 8000 unità ORAC, quindi 150 gr di mirtilli (che però apportano carboidrati), 2 bicchieri di vino (ma contengono alcol) o una stecca di cioccolato (fonte eccessiva di grassi)…

Oppure…Con soli 25-50 mg al giorno il Maqui rappresenta un potente antiossidante, aumentando le dosi a 50-100 mg al giorno si può riscontrare un’azione antinfiammatoria significativa e una decisa azione di contrasto all’infiammazione cellulare. Se invece portiamo la dose a 250-500 mg al giorno, viene attivato l’enzima della vita, che rallenta l’invecchiamento e favorisce il recupero della forma fisica.

 

Dott. Lucio Lorusso- Zone Consultant

Dott. ssa Francesca Lorusso SCW

Fonte: zoneacademy