Ipotiroidismo e sport: quali attività praticare e quali evitare

Ipotiroidismo e sport: quali sono le attività da praticare e quelle da evitare? Cosa consigliano gli esperti.pexels-victor-freitas-841130-1

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Sport e ipotiroidismo non sono propriamente due elementi che vanno d’accordo. Questo perché una situazione di ipotiroidismo comporta molta stanchezza fisica, affaticamento, ritenzione idrica e problemi di sovrappeso. Si consigliano delle sedute di creazione muscolare, tramite pesi, e attività aerobiche da alternare per poter riattivare il metabolismo, rallentato dalla patologia: ecco come capirne di più.

Attività sportiva e ipotiroidismo: il rallentamento metabolico

La tiroide è una ghiandola situata nella parte anteriore del collo che ha il compito di produrre due ormoni: la triiodiotironina (T3) e la tiroxina (T4). T3 è l’ormone metabolicamente attivo e viene prodotto, in larga parte, da muscoli e organi. Per questo motivo è importante stimolare la tiroide non solo attraverso i farmaci, ma anche tramite attività fisica.pexels-pixabay-235922-1

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Gli ormoni tiroidei regolano il funzionamento generale del nostro organismo e i processi anabolici di crescita e sviluppo, agendo inoltre sulla mobilizzazione dei lipidi, sull’assimilazione dei carboidrati e sulla termoregolazione corporea. L’ipotiroidismo causa un rallentamento metabolico generale causando affaticamento, calo della frequenza cardiaca, della libido, apatia, scompenso del ciclo mestruale ecc. E’ fondamentale dunque riattivare il metabolismo attraverso delle cure farmacologiche, una dieta alimentare e attività sportiva. La tiroide agisce sul metabolismo basale e sulle principali funzioni vitali come produzione di energia, respirazione, digestione, circolazione sanguigna. Bruciare giornalmente il 60% delle calorie rientra tra le funzioni basali che ci mantengono in vita, ecco perché è importante aiutare il metabolismo con lo sport. Se c’è richiesta da parte del corpo, stimolato dall’attività fisica, si producono gli ormoni che con l’ipotiroidismo tendono a scarseggiare, quindi più energia equivale a più movimento!

Le attività fisiche consigliate

Come sostiene la personal trainer Chiara Priante, in caso di ipotiroidismo, il metabolismo va stimolato attraverso l’aumento della massa metabolicamente attiva. Occorre regolare le frequenze di allenamento e seguire una dieta equilibrata (i carboidrati stimolano la tiroide). Quindi cosa fare?

  • Costruire i muscoli seguendo un’attività fisica anabolica (pesi) che stimola, attraverso i muscoli, la produzione di T3 e T4 e aiuta a tonificare. Aumentando la massa attiva, si accelera il metabolismo anche a riposo. E’ consigliata una progressione graduale di esercizi a corpo libero e pesi, aumentando quando non si sente più la fatica.
  • Mantenere un’attività fisica drenante (corsa, passeggiata, bicicletta, nuoto) che aiuti il drenaggio dei liquidi corporei. L’ideale sarebbe correre per 35-40 minuti con pause ridotte.
  • Rilassamento. I cambiamenti fisici sono senz’altro i peggiori da digerire, ecco perché è fondamentale rilassarsi e ristabilire la connessione con il proprio corpo, accettando il problema e cercando di combatterlo ad armi pari. Per rilassarsi è utile praticare yoga, tecniche di respirazioni meditative o fare lunghe passeggiate.

Ipotiroidismo e sport: cosa non fare

Avere l’ipotiroidismo, specie per una donna, significa venire a contatto con svariati problemi: ingrassare, avere ritenzione idrica, stanchezza improvvisa, problemi con il ciclo e fertilità, mancanza di concentrazione, freddolosità. E’ importante dunque procedere per gradi e adottare una terapia su tre fonti: alimentare, farmacologico e sportivo.pexels-pixabay-247314-1-1

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  • Evitare di fare solo attività cardio: fare cardio 4-5 volte a settimana crea uno squilibrio del cortisolo e un abbassamento della produzione degli ormoni tiroidei. Tuttavia anche fare cardio solo 1-2 volte a settimana non servirebbe a nulla. Quest’attività fa affiancata a sport che alleni e stimoli realmente il metabolismo, come l’esercizio anabolico.
  • Allenarsi troppo: come allenarsi poco non serve a niente, anche eccedere è dannoso e stimola la produzione di cortisolo, una sostanza che non va d’accordo con T3 e T4.
  • Allenarsi più di tre volte a settimana: bisogna sempre gestire la frequenza degli allenamenti in relazione al proprio benessere metabolico. Meglio dunque procedere per gradi senza eccedere.

Fonte: inran.it