I parabeni sono cancerogeni?

No, il legame fra parabeni e cancro del seno non è dimostrato. Un gruppo di ricerca britannico ipotizzò l’associazione tra questi conservanti e la malattia in base a risultati inaffidabili, smentiti da studi successivi e da dati epidemiologici.fc-parabeni_670x351

In breve

  • I parabeni sono conservanti con proprietà antibatteriche e antifungine utilizzati da oltre 70 anni in cosmetica e nelle preparazioni alimentari.
  • I parabeni hanno un’azione simile a quella degli estrogeni, ma sono migliaia di volte meno potenti degli estrogeni naturali.
  • Nel 2004 uno studio britannico trovò traccia di parabeni in cellule prelevate da tumori mammari in un gruppo molto esiguo di pazienti, 20 donne, senza neppure effettuare un confronto con campioni di controllo.
  • Successivi studi condotti da altri gruppi non sono riusciti a replicare il dato. Ciò nonostante lo stesso gruppo di ricerca britannico ha continuato a pubblicare ricerche sui parabeni con dati di qualità contestabile e ha sostenuto, anche pubblicamente attraverso i media, che i parabeni sono pericolosi.
  • La Food and Drug Administration (FDA) e il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori dell’Unione europea (CSSC) hanno dichiarato che non ci sono per ora prove che i parabeni non siano sicuri.
  • La Commissione europea ha comunque applicato il principio di precauzione e richiesto studi di sicurezza su tutti i parabeni esistenti. Ne ha messi al bando cinque, non perché vi siano indicazioni di una possibile cancerogenicità, ma solo per mancanza di dati.

I parabeni sono una classe di conservanti usati principalmente nei cosmetici ma anche nei farmaci e in alcuni alimenti. Appartengono alla categoria dei paraidrossibenzoati o esteri dell’acido paraidrossibenzoico e hanno proprietà antibatteriche e antifungine. Per questo sono molto impiegati da oltre 70 anni per garantire che shampoo, creme e dentifrici non diventino terreno di coltura per batteri e funghi rimanendo aperti e in uso a lungo. Esperimenti con animali di laboratorio hanno mostrato che i parabeni hanno una blanda attività estrogenica, cioè agiscono come gli ormoni femminili naturalmente prodotti dall’organismo. Gli effetti di uno dei parabeni più utilizzati, il butil parabene, sono circa 100.000 volte inferiori a quelli dell’estradiolo (l’estrogeno naturale più comune) e la capacità di interferire con i recettori per gli estrogeni si manifesta con dosi 25.000 volte più elevate di quelle che si ritrovano mediamente nei prodotti cosmetici e negli alimenti. Altri parabeni, per via della loro struttura chimica, hanno attività estrogenica ancora inferiore a quella del butil parabene.

Lo studio che ha creato l’allarme

Nel 2004 il Journal of Applied Toxicologypubblicò i risultati di uno studio firmato da Philippa Darbre, ricercatrice dell’Università di Reading, in Gran Bretagna. Nella ricerca Darbre aveva analizzato le cellule prelevate da una ventina di pazienti con cancro del seno, affermando di aver trovato i parabeni all’interno delle cellule maligne. Tuttavia, l’esperimento di Darbre non aveva un controllo, ovvero non aveva analizzato anche le cellule sane provenienti dalle stesse pazienti, come richiedono gli standard in ambito scientifico. Di conseguenza, lo studio non ha potuto dimostrare né che i parabeni siano in qualche modo all’origine del cancro del seno, né che si trovino solo nelle cellule malate. Nonostante ciò, la scoperta è stata considerata preoccupante perché gli estrogeni, sia naturali sia di sintesi o di provenienza esterna all’organismo, sono un noto “fertilizzante” per i tumori della mammella.

I dati dello studio sono però preliminari, il campione è davvero esiguo e la sostanza molto diffusa e con effetti simili agli estrogeni che possono avere un effetto sullo sviluppo del cancro del seno, seppure a dosi molto superiori. Gli esperti chiesero quindi ulteriori ricerche più approfondite e, soprattutto, un confronto tra le cellule sane e quelle tumorali. Se i parabeni fossero stati trovati in tutti i tessuti corporei (così come si ritrovano tracce di molte delle sostanze con cui entriamo in contatto), il legame con la malattia sarebbe diventato molto labile. Gli studi successivi, condotti da molti gruppi di ricerca in tutto il mondo, non hanno confermato i dati della Darbre. Malgrado la natura preliminare dello studio, alla sua uscita la notizia raggiunse la stampa generalista e l’allarme sui parabeni si diffuse rapidamente. I ricercatori dell’Università di Reading rilasciarono diverse interviste ipotizzando meccanismi di diffusione dei parabeni all’interno dei tessuti (per esempio attraverso i deodoranti) che non sono però mai stati studiati scientificamente. Nel 2012 lo stesso gruppo diretto da Darbre pubblicò, sempre sul Journal of Applied Toxicology, un nuovo studio su 40 campioni di tessuto, prelevati da altrettante donne malate. In questo caso l’obiettivo era verificare se la concentrazione dei parabeni fosse maggiore nei tumori che si erano formati vicino all’ascella, al fine di dimostrare il legame tra la possibile introduzione attraverso i deodoranti e la malattia. Le concentrazioni nel quadrante superiore esterno del seno sono risultate sì più elevate, ma in modo pari al campione delle donne che non avevano utilizzato deodoranti.

La mancanza di nessi di causa ed effetto

Nei numerosi studi poco affidabili prodotti dal gruppo dell’Università di Reading manca la dimostrazione che queste sostanze siano davvero la causa del tumore.

Per confermare la relazione tra un fattore di rischio e una malattia bisogna anche dimostrare che le donne che si ammalano sono maggiormente esposte a quel rischio. Nel caso dei parabeni, non è così, come si deduce da uno studio pubblicato nel 2002 da un gruppo di ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle in cui è stato esaminato l’utilizzo di deodoranti in un campione di circa 800 donne malate di cancro al seno e di altrettante sane. I risultati hanno dimostrato che non vi è differenza tra i due gruppi (vedi “Usare un deodorante può aumentare il rischio di ammalarsi di cancro del seno?”). Manca anche una dimostrazione certa del possibile meccanismo d’azione poiché il potere estrogenico dei parabeni è di molte migliaia di volte inferiore a quello degli estrogeni naturali.

La posizione delle istituzioni

Per cercare di fermare l’ingiustificato allarme sui parabeni, già nel 2008 un gruppo di ricercatori dell’Università di Nizza analizzò tutti gli studi esistenti su parabeni e cancro (non solo quelli dei britannici ma anche quelli condotti in parallelo da ricercatori di tutto il mondo, con risultati opposti). Le loro conclusioni, pubblicate sulla rivista Bulletin du Cancer, furono che un legame fra parabeni e cancro del seno non è dimostrato. Ciò nonostante, i timori della gente non si sono placati, e così la FDA statunitense e il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori dell’Unione europea (CSSC) hanno svolto una revisione indipendente, al termine delle quali hanno dichiarato che non ci sono elementi per considerare i parabeni non sicuri. Ma anche queste dichiarazioni non sono state sufficienti, al punto che la Commissione europea ha deciso di mettere i parabeni sotto sorveglianza e di imporre alle industrie che ne fanno uso di fornire studi che ne dimostrino la sicurezza. Nel 2014, a seguito di un’analisi sistematica della letteratura scientifica, la Commissione europea ha confermato l’autorizzazione per propilparabene, butilparabene, metilparabene ed etilparabene. Sono invece stati messi al bando, con il Regolamento 358/2014 del 9 aprile di quell’anno, isospropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene e pentilparabene “per mancanza di dati per la rivalutazione”, ovvero per principio di precauzione e non perché esistano prove a carico di queste sostanze.

Le alternative

Esistono numerosi prodotti cosmetici che riportano la dicitura “privo di parabeni“. Questo non significa che siano senza conservanti. Sono numerosi i casi di infezioni dermatologiche anche gravi causate da preparati cosmetici fatti in casa e privi di conservanti. Per questa ragione è importante rispettare le date di scadenza presenti sui cosmetici (una volta aperti), in particolari se sono di produzione artigianale.

La questione ambientale

I parabeni sono presenti in molte preparazioni di uso comune e quindi vengono rilasciati nell’ambiente in grande quantità, contribuendo all’inquinamento da interferenti endocrini. Con questo termine si intendono tutti i prodotti in grado di interagire con il sistema ormonale degli esseri umani e degli altri animali, con possibili ricadute per la salute.

In conclusione

A oggi non esistono ricerche (nemmeno le ricerche dell’Università di Reading) che dimostrino una relazione tra parabeni e cancro del seno né di alcun altro tipo. I prodotti che li contengono possono essere considerati, fino a prova contraria, sicuri.

Il caso dei parabeni costituisce un chiaro esempio di quanto sia difficile smentire sui media ricerche scientifiche di scarsa qualità quando vengono fortemente pubblicizzate dagli stessi autori, in particolare se riguardano la sicurezza dei consumatori. Ancora oggi i media parlano infatti della presunta e non provata pericolosità dei parabeni, nonostante le smentite scientifiche degli studi e i dati epidemiologici che, con oltre 70 anni di utilizzo e tassi invariati di tumore del seno, mostrano che i parabeni non hanno influito sull’incidenza della malattia.

Fonte: airc.it