I funghi

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Perseguitati da un’ingiusta fama di tossicità (a parte i ben noti funghi velenosi, sono tossiche solo alcune famiglie e solo se consumate in grande quantità), i funghi fanno parte della tradizione culinaria italiana, specie di quella del Nord.
Diversi studi epidemiologici hanno rilevato le proprietà anticancro di questi vegetali molto particolari. Non si tratta infatti di piante in senso stretto, poiché non sono in grado di utilizzare la fotosintesi per produrre l’energia di cui hanno bisogno, ma devono nutrirsi grazie alle propaggini che inviano nel terreno o sulla superficie di altre piante.
È sempre il Giappone a fornire le prime prove dei benefici legati a un consumo regolare di funghi: i coltivatori di alcune specie tipiche della cucina orientale (come l’enokitake e il shiitake, facilmente reperibili essiccati anche nei supermercati italiani e nei negozi di cibi esotici) presentano un’incidenza di alcuni tipi di tumore (in particolare al colon e allo stomaco) inferiore del 50 per cento rispetto alla popolazione generale. Gli effetti anticancro dei funghi sono legati alla presenza di determinati polisaccaridi, il più studiato dei quali è il lentinano. In alcune sperimentazioni, il lentinano è stato aggiunto alla chemioterapia dei tumori del colon e dello stomaco, aumentando la durata di vita dei pazienti. Il meccanismo d’azione non è del tutto noto, ma è probabile che la molecola sia capace di stimolare il sistema immunitario.
Per godere dei suoi benefici non è però necessario rivolgersi ai funghi esotici: anche quelli nostrani ne contengono quantità sufficienti (per esempio il Pleurotus ostreatus, più noto col termine comune di orecchione), mentre i cosiddetti champignon de Paris (i tipici funghetti coltivati che si utilizzano crudi in insalata, cotti o sott’olio) ne sono ricchissimi.

Fonte: airc.it