Franco Berrino: «La cucina della salute? Quella macromediterranea»

L’epidemiologo ed esperto di nutrizione Franco Berrino ammonisce: «Lontani dal cibo industriale, l’equilibrio migliore è quello tra la vecchia dieta mediterannea e la macrobiotica».9985-10783

«Gli italiani a tavola? Bocciati. Ma non è solo colpa loro: l’industria alimentare ha modificato le abitudini e il cibo»: sono le parole di Franco Berrino, già in forze per quarant’anni all’Istituto Tumori di Milano, autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche e di libri e presidente dell’associazione “La grande via”. Il suo ultimo libro si intitola “Medicina da mangiare”, una guida pratica con oltre 130 ricette che parla di salute a tavola con fondamenta scientifiche molto solide.

«Questo libro può essere inteso come un lavoro ‘anti- fake news’ sull’alimentazione – spiega Berrino -  fornisco consigli basati su studi e ricerche scientifiche, non critico nessuno ma cerco di indicare una strada adeguata, perché non è la dieta che guarisce ma è il nostro stesso corpo che si autoguarisce se non lo sovraccarichiamo di troppo cibo e piatti dannosi».

Protagonista del libro è la cucina macromediterranea, «cioè l’incontro fra la cucina mediterranea del nostro passato e la filosofia dell’Oriente – scrive Berrino nel volume – la filosofia dell’energia del cibo tramandata e importata in Occidente dalla macrobiotica, un filo rosso che accomunava tutti i popoli del mondo».

Berrino fornisce nel suo libro suggerimenti pratici e concreti.

I grassi che fanno male

«Sono quelli che si formano nel processo di idrogenerazione dei grassi vegetali per la produzione di margarine, usate per esempio in snack industriali dolci e salati, brioche da banco, alcune barrette di cioccolato, molti biscotti e cracker, dolciumi industriali» spiega. Anche se una volta l’anno, magari a Natale, anche Berrino ammette qualche deroga. «Una volta l’anno si può anche mangiare il cotechino con le lenticchie o il panettone. Anche se nel primo caso sarebbe meglio sceglierne uno che non sia stato trattato con i nitriti, perché aumentano il potere cancerogeno, e per il panettone o il pandoro è meglio controllare le etichette e preferire prodotti artigianali con uvetta sultanina e lievito madre».

L’antica dieta Mediterranea

«Abbiamo perso la conoscenza di questo regime dagli anni ’60 – prosegue Berrino – L’industria alimentare ci ha fatto cambiare abitudini spostandole verso prodotti sempre meno naturali e sempre più artificiali, ultra lavorati spesso. L’Oms raccomanda invece di eliminare l’uso dei grassi idrogenati nella produzione degli alimenti. Il Codice europeo contro il cancro (Ecac) ci dice che si può ridurre il rischio di recidive e migliorare la prognosi. Il codice raccomanda di mantenere un peso corporeo sano, consumare cibi integrali e prodotti di soia e appunto ridurre i grassi saturi».

«Il concetto fondamentale è che possiamo aiutarci a liberare l’organismo da alcuni disturbi e malattie, a ridurre gli effetti collaterali dei farmaci e a far funzionare meglio le terapie – spiega Berrino – In quest’ultimo libro ho anche inserito, grazie all’aiuto di due bravissime cuoche, tante ricette di cucina abbinate alla patologie per facilitare la vita a chi è in difficoltà. Come ci ricordano le raccomandazioni del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (Wcrf), occorre limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica e le bevande zuccherate, basare la propria alimentazione su cibi di provenienza vegetale con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto, verdure non amidacee e frutta. Poca carne rossa, poco sale e poco zucchero».

La parte centrale del libro è dedicata all’alimentazione curativa. «Non ci sono cibi salvavita, ci sono stili alimentari salvavita. La dieta mediterranea, ad esempio, o le diete tradizionali di alcuni popoli orientali. Numerosi studi hanno mostrato che più la dieta si avvicina a come si mangiava nell’Italia e nella Spagna del sud e in Grecia a metà del ’900, meno ci si ammala di diabete, di infarto, di ictus cerebrale, di cancro, di malattie neurodegenerative, le malattie più frequenti del mondo occidentale».

 

Fonte: ilcambiamento.it