FORMAGGI BUONI…PER LE ARTERIE.

ARRIVA IL PECORINO ANTICOLESTEROLO

Dal Dipartimento di Scienze Biomediche di Cagliari giunge una buona notizia per chi ha problemi di ipercolesterolemia ma non vuole rinunciare al formaggio nella propria dieta.

Si tratta di una versione “speciale” del più noto formaggio locale – il Pecorino -messa a punto dal un team composto dalDipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Cagliari, il Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema dell’Università di Pisa, l’azienda Ospedaliera G.Brotzu di Cagliari e la ASL 8 di Cagliari, in collaborazione con l’industria casearia Argiolas di Dolianova.

Sotto la direzione di Sebastiano Banni, docente di Fisiologia all’Università di Cagliari, i ricercatori hanno scoperto come il formaggio di pecora ottenuto con particolari metodologie di allevamentoche aumentano la presenza di acido linoleico coniugato (Cla),sia in grado di migliorare l’azione metabolica di chi lo consuma, abbassando il livello di colesterolo “cattivo”(LDL) anziché innalzarlo, come ci si aspetterebbe di norma.

 

C’E’ ALLEVAMENTO E ALLEVAMENTO

Per realizzare questo innovativo formaggio, le pecore “produttrici” sono state alimentate con cereali di ottima qualità contenenti il 30% di semi di lino, al fine di quintuplicare la percentuale di acido linoleico coniugato nel prodotto finale.

L’assunzione di grassi provenienti da prodotti lattiero-caseari è stata a lungo considerata come notevole fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Fino a poco tempo fa l’unica soluzione era la riduzione o addirittura sospensione totale del consumo.

Ma finalmente la ricerca ha provato a cercare un’alternativa.

Così come avviene per le fonti proteiche di carne e pesce, la cui qualità dipende dalla provenienza e dalla tipologia di allevamento,anche nell’ambito della produzione casearia è stato finalmente possibile operare dei correttivi.

Come ben sappiamo,infatti, pesce e carne allevati in modo intensivo con scarsa possibilità di movimento sono fonti proteiche di minore valore e più ricche di grassi cosiddetti “cattivi” rispetto alle carni sode e salutari degli animali allevati in libertà, senza overdose di scarsi mangimi e con maggiore possibilità di movimento)

 

UNA SPERIMENTAZIONE DI SUCCESSO

Nel corso del 2011 questo “Pecorino 2.0”(denominato non a caso Salute e Bontà), è stato testatosu 42 persone adulte (19 uomini e 23 donne) caratterizzate da problematiche di sovrappeso e ipercolesterolemia lieve (colesterolo totale 5,68 -7 · 49 mmol / l), che per 21 giorni non hanno modificato le proprie abitudini alimentari con l’obiettivo di mettere in luce il vero effetto della semplice assunzione giornaliera di 90 gr di pecorino Cla, al posto del tradizionale formaggio.

I risultati della sperimentazione sono stati oltremodo positivi: una evidente riduzione del 7% del livello di colesterolo LDL, in abbinamento a un’azione metabolica notevolmente migliorata.

 

DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO

Più nello specifico, la strategia di fornire alle pecore dosi supplementari di lipidi alimentari per aumentare il contenuto di α-linolenico (ALA), acido linoleico coniugato (CLA) e acido vaccenico (VA), ha consentito la creazione di un prodotto capace di determinare una modifica positiva nel profilo dei lipidi plasmatici e  la riduzione del processo di biosintesi degli endocannabinoidi (Anandamide e N-acil-etanolamine).

In particolare l’anandamide è un mediatore lipidico noto come endocannabinoide: una componente biologicamente attiva che interagisce con i recettori dei comuni cannabinoidi presenti nel cervello, mimando gli effetti dei composti psicoattivi della cannabis.Con proprietà narcotiche e sedative, euforia ma anche rallentamento delle funzioni di apprendimento e… aumento del senso di fame.

 

IL SEGRETO? IL CLA

Isomero del più noto acido linoleico, il Claè un acido grasso essenziale del gruppo Omega 6 che il nostro organismo non riesce a sintetizzare in quanto privo degli enzimi deputati (desaturasi), i quali sono invece presenti nello stomaco dei ruminanti.

Ecco perché una delle principali fonti di questa sostanza è proprio la carne animale, ma soprattutto il latte e relativi derivati!

In un regime di sana alimentazione, la quota di acido linoleico coniugato introdotta giornalmente con la dieta è stata stimata tra i 20 ed i 170 mg, un rangedecisamente inferiore rispetto a quellosuggerito (tra 0.015 -0.1 gr/kg al giorno).

La presenza di CLA nella nostra alimentazione chiama in campo numerosi effetti metabolici e biochimici descritti da oltre 1000 studi scientifici che ne hanno documentato l’azione anticancerogena, antitrombotica, immunomodulatoria (anche su individui sani).

Senza dimenticarne l’importante ruolo “ripartitivo” nei confronti della composizione corporea: soprattutto in ambito sportivo, il Cla determina una diminuzione significativa dei livelli di massa grassa, a favore di quella muscolare.

E non è finita. Essendo completamente naturale, inodore e insapore, il suo impiego nella produzione casearia non modifica il tradizionale gusto del pecorino.

La recente ricerca ha ottenuto la pubblicazione sul British Journal of Nutrition di Cambridge (08/2012), insieme all’attenzione di numerosi soggetti stranieri interessati allo sviluppo e all’importazione di questo prodotto, forse pioniere di un orientamento finalmente aperto a considerare il cibo stesso come la più autentica e immediata “medicina” da dosare opportunamente per raggiungere e mantenere una condizione di benessere e salute.

Dr. Lucio Lorusso
Zone Consultant

D.ssa Francesca Lorusso

Fonte: tuttinzona