Erbe commestibili: cosa raccogliere in autunno

Con l’estate ormai alle spalle la natura si prepara al lungo letargo invernale vestendosi dei colori caldi e intensi dell’autunno. Anche in questa stagione sono molte le erbe commestibili che crescono spontanee nei campi, lungo i sentieri, accanto ai corsi d’acqua o nelle radure.erbe-spontanee-400x250

Oltre che a costo zero e genuine, le erbe selvatiche commestibili sono un concentrato naturale di vitamine e principi attivi davvero preziosi per il nostro benessere, ma come sempre bisogna fare attenzione a ciò che si raccoglie evitando tutto quello di cui non si è certi e rimanendo alla larga dai margini della strada o dai campi trattati con pesticidi o altre fonti inquinanti. Non sarà la stagione più ricca, ma l’autunno è sicuramente il periodo dell’anno migliore per dedicarsi alla raccolta di tuberi e radici buonissimi e ricchi di principi attivi preziosi per il nostro organismo, oltre che perfetti per molti impieghi in cucina. Vediamone insieme alcuni.

Biancospino (Crataegus monogyna). Si fa notare per i suoi fiori candidi e per le spine aguzze di cui sono pieni i rami. Quando in autunno il fiore del biancospino si trasforma in frutto (di colore rosso-arancione) le sue bacche possono essere raccolte per realizzare delle ottime marmellate dal sapore che ricorda decisamente quello della cioccolata. Oltre ad essere buonissima, la marmellata di biancospino è ricca di flavonoidi e zuccheri naturali che la rendono un alimento ideale per rafforzare le pareti delle vene.

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Erbe commestibili autunno: le bacche del biancospino

Topinambur (Helianthus tuberosus). Questa pianta perenne pubescente dagli alti fusti e dai fiori gialli simili a quelli del girasole è nota per i suoi gustosi tuberi che trovano largo impiego in cucina. La si trova soprattutto sugli argini dei fiumi e nei prati incolti a partire da ottobre e fino a dicembre. Il topinambur può essere raccolto e utilizzato in svariate preparazioni dopo averlo accuratamente lavato e sbucciato. Il sapore del ricorda quello del carciofo e si presta a zuppe o in abbinamento a piatti gratinati con besciamella o panna, ai fritti e pure in insalata.topinabur

Erbe commestibili autunno: il topinambur

Zigolo dolce (Cyperus esculentus). Un po’ come il topinanbur, anche i tuberi dello zigolo possono essere raccolti in autunno e utilizzati in cucina per diverse preparazioni, tra cui la famosa Horchata de tufa, la tipica bevanda spagnola preparata proprio con i tuberetti di questa pianta. Fusto eretto, robusto, adornato da foglie basali di colore verde chiaro, lo zigolo dolce è largamente diffuso in diversi paesi del mondo e se ne ricava una farina ottima per la preparazione di pani e pagnotte.zigolo-dolce

Erbe commestibili autunno: zigolo dolce

Carota selvatica (Daucus carota). Vista la sua diffusione massiccia su tutto lo Stivale, la carota selvatica èconsiderata una pianta infestante, ma la si trova più facilmente nei prati assolati, nelle campagne e lungo le strade di periferia. Di questa erbacea annuale facilmente riconoscibile dalle infiorescenze a ombrello di colore bianco-giallastro, si utilizzano foglie, radici e semi. In autunno si possono raccogliere le radici utilizzate anche a livello industriale per l’estrazione di carotene e coloranti. Le radici delle carota selvatica, inoltre, presentano spiccate virtù antinfiammatorie, disintossicanti e protettive per la pelle. In cucina possono essere impiegate nella preparazione di salse e risotti, tra cui un buonissimo risotto a base di gallinacci e radici di carota selvatica tritate.Daucus carota

Erbe commestibili autunno: fiore della carota selvatica

Raperonzolo (Campanula rapunculus). Il suo nome è il diminutivo di ‘campana’, chiaramente ispirato dalla forma a calice dei suoi fiori, che in estate si tingono di un bel colore violaceo. Questa erbacea biennale è diffusa su tutto lo Stivale (ad eccezione delle isole maggiori) dalla pianura fino a 1.500 metri di quota. Le radici si raccolgono tra settembre e ottobre e sono ricche di principi attivi (amido, vitamina A, inulina) che conferiscono alla pianta proprietà ipoglicemizzanti. Sbucciate e lavate sono buonissime a crudo, magari in insalata con l’aggiunta di limone, poco sale e olio extravergine. Il loro sapore è piuttosto dolciastro e ricorda quello delle noci e delle nocciole. Gustosa anche ripassata con il burro in padella, la radice di raperonzolo – assieme alle parti aeree della pianta – è utilizzata a scopo alimentare fin dall’antichità.radici-di-raperonzolo

Erbe commestibili autunno: radici e parti aeree di raperonzolo

Fonte: tuttogreen.it