Dieta chetomediterannea: come funziona, le differenze con la chetogenica

Un regime alimentare che sfrutta i benefici della chetosi senza rinunciare alla qualità e alla varietà degli alimenti.

Per bruciare i grassi e dimagrire in modo definitivo, una dieta sola non basta. Meglio utilizzarne due, anche se apparentemente sono lontanissime. Maurizio Tommasini, biologo nutrizionista prima riabilita la chetogenica e poi svela la sua versione mediterranea. Nasce così la dieta chetomediterranea, una dieta che  - va detto subito – non prevede carni e grassi a volontà e neppure una alimentazione basata su pasta, pane e pizza, ma sfrutta i benefici della chetosi senza rinunciare alla qualità e alla varietà degli alimenti. Un regime alimentare così ricco di verdure da essere adatto a vegetariani e vegani.

“L’idea di base è sfruttare i lati positivi della dieta chetogenica e della dieta mediterranea” spiega l’autore di La Chetodieta (Sperling&Kupfer).  “La dieta chetogenica mediterranea non è una mia invenzione. Modelli di dieta chetogenica per il controllo del peso che incorporano alimenti tipici della tradizione mediterranea – precisa – sono già stati indagati da diversi gruppi di ricerca italiani e spagnoli con studi che dimostrano risultati assolutamente positivi. Una ricerca spagnola dimostra che dodici settimane di chetogenica con inclusione di olio, pesce e vino rosso hanno portato, in soggetti obesi, a dimagrimenti dell’ordine di 12-14 kg, con netta riduzione dell’indice di massa corporea e al miglioramento di importanti marcatori di rischio come il colesterolo totale, trigliceridi, glicemia e pressione”.5ccaa530240000b500259b79

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Prima di iniziare però è meglio sfatare alcuni miti. “Chi parla di chetogenica lo fa al singolare – chiarisce Tommasini -, ma non è corretto. Come ogni dieta prevede diverse varianti. Il requisito essenziale è un ridotto consumo di carboidrati. Non è vero che non si possano consumare verdure, che tutta la frutta sia proibita e che l’uso di pochi zuccheri possa pregiudicare la chetosi. Mantenendo l’apporto di carboidrati al di sotto di certi limiti, è un’alimentazione che consente di variare i cibi, di scegliere tra diverse pietanze e abbinamenti. È l’equilibrio complessivo tra i vari nutrienti a fare la differenza”.

Per funzionare la dieta chetomediterranea ha bisogno di tre fasi: reset, transizione e mantenimento. Nella prima fase che dura tre settimane entra stabilmente nello stato di chetosi e si perdono in media 4 o 5 kg. Persi i chili in eccesso, nella fase di transizione vengono reintrodotti gradualmente i carboidrati, cominciando da quelli a basso indice glicemico come la frutta, poi i legumi e i cereali integrali, infine pane e pasta. Per il mantenimento infine resta la dieta mediterranea pura: il miglior regime alimentare per vivere sani e a lungo.

Ecco quello che c’è da sapere sulla chetomediterranea.

  • Che cosa significa chetosi5ccab6d72300003200d16589

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    Se il corpo dispone di una buona quantità di glucosio, allora questo sarà il carburante d’elezione. Quando i livelli di zucchero iniziano a calare saranno i grassi e i chetoni a venire bruciati. La dieta chetogenica mira a limitare la disponibilità di carboidrati per costringere il nostro corpo a utilizzare i grassi come fonte di energia principale.

    • Quanta carne è prevista?5ccabc28240000af0c5255bf

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      La carne non è uno degli alimenti protagonisti della dieta mediterranea, dove compare in maniera marginale. Una dieta chetogenica richiede un buon apporto di proteine, quindi carni bianche e rosse sono consumate con discreta frequenza. Non sono però l’unica scelta possibile e vanno alternate con gli altri alimenti proteici.

      • Per chi è vegetariano5ccabc7e240000330038c90e

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        È possibile seguire una dieta chetomediterranea anche se si è scelto di non consumare carne e pesce. Chi segue un regime latto-ovo-vegetariano potrà semplicemente sostituire alcuni piatti di carne e pesce con ricette a base di uova e formaggi. Certo sarà necessario fare attenzione a fornire la giusta quantità di proteine durante la giornata. Possono essere d’aiuto alimenti come la frutta secca oleosa con eccezione di arachidi e anacardi (contenuto di zuccheri troppo elevati), semi di chia, seitan, tofu e avocado).

        • L’importanza dei grassi5ccabcfa240000680038c90f

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          Durante una dieta chetogenica si aumenta un poco il consumo di grasso e questo ancora oggi lascia qualcuno perplesso. In realtà gli studi scientifici hanno ormai dimostrato il fondamentale ruolo metabolico e biologico dei grassi. La chetomediterranea privilegia il consumo di olio extravergine di oliva, pesce e frutta oleosa secca, alimenti ricchi soprattutto di acidi grassi mono e polinsaturi, tenendo sotto controllo l’apporto di grassi saturi o colesterolo.

          • Quanta verdura si può mangiare5ccabdde2400003c0c5255c6

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            La dieta chetogenica classica guarda alle verdure con sospetto, timorosa degli zuccheri presenti, e in alcune varianti ne limita il consumo. Nella chetomediterranea invece le verdure sono alimenti protagonisti, in grado di fornire fibre preziose – che in una chetogenica classica invece rischiano di essere carenti – minerali, vitamine e una quantità enorme di fitonutrienti che sono il vero tesoro presente in questi alimenti. Sono comunque da preferire le verdure con un contenuto ridotto di carboidrati e ricchi di fibre, indispensabili per il buon funzionamento intestinale.

            • La frutta è vietata?5ccabe22240000130a5255c7

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              In molte chetogeniche commerciali la frutta è severamente vietata, condannata per il suo alto contenuto di zuccheri, troppo elevato per permettere il consumo durante la dieta. Durante la chetomediterranea è invece possibile mangiarne un po’ visto che si tratta di alimenti freschi con una densità calorica davvero ridotta e un elevato contenuto di fibre: l’importante è non esagerare, per evitare un introito eccessivo di zuccheri.

              • Attenzione all’acqua5ccabe82240000330038c914

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                Specialmente nelle prime fasi, la chetomediterranea tende a far perdere molta acqua, e con l’acqua se ne vanno preziosi minerali come sodio, potassio e magnesio. Perdere troppa acqua e minerali può provocare crampi muscolari che possono essere evitati assumendo una buona quantità di liquidi. Una assunzione di liquidi buona permette anche ai reni di lavorare in condizioni ottimali per l’eliminazione dei chetoni in eccesso. L’obiettivo è bere almeno due litri di liquidi durante la giornata: acqua naturale con un residuo fisso inferiore ai 500mg/l per favorire la diuresi e l’eliminazione delle scorie.

                Fonte: huffingtonpost.it