Dieta anti età: ecco i 10 cibi per non invecchiare

Carote, pomodori, spinaci, salmone e persino un bicchiere di vino rosso: sono i cibi anti-aging più noti. Ma si può rallentare il tempo anche mangiando e scoprendo nuovi sapori. Pensiamo, per esempio, al mare: pesce sì, ma anche alghe (di acqua dolce e salata) o gomasio al posto del sale. E poi per condire l’insalata, non solo olio extravergine di oliva ma anche olio di argan e l’aceto estratto dalla linfa della palma da cocco. Tutti prodotti che si trovano nei negozi biologici, in quelli etnici ma ormai sempre più spesso anche presso i grandi supermercati. Pier Paolo Rovatti, responsabile dell’Eubeauty Medical Antiaging Academy, ci indica dieci alimenti slow-aging che possono aiutarci a ritardare l’invecchiamento e che possiamo usare nella cucina di tutti i giorni.

1-alghe

Kombu, nori, wakame, fucus, chlorella e spirulina: sono alcune delle numerose varietà di alghe disponibili sia sotto forma di integratori, sia intere ed essiccate. Sono ricche di ferro, proteine, aminoacidi essenziali, clorofilla , vitamine e algina, una sostanza capace di eliminare dall’organismo metalli pesanti e altre sostanze tossiche.

2 – gomasio

Ricco di sesamina, sesamolina e sesamolo, potenti antiossidanti che controllano i livelli di colesterolo e proteggono il fegato. Si può usare al posto del sale sui cereali, sulle verdure e in tutti gli alimenti che si vogliono insaporire in modo delicato e gustoso.

3-olio argan

Viene utilizzato nella cucina marocchina allo stesso modo in cui in Italia si utilizza l’olio d’oliva ma contiene il doppio di vitamina E rispetto a quest’ultimo. Due cucchiai al giorno sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno di acido linoleico, regolando così i livelli di colesterolo nel sangue.

4- sacha inchi

Già noto agli Inca e da sempre utilizzato anche in Perù, contiene il 48% di omega 3, il 36% di omega 6, il 9% di omega 9, il 33% di proteine e il 50% di antiossidanti. si utilizza solo a freddo ed ha un sapore molto delicato. Se ne prendono due cucchiai al giorno.

5-aceto cocco

Si estrae dalla linfa della palma di cocco. È ricchissimo di vitamine del gruppo B, di vitamina C e di aminoacidi, l’aceto di cocco fa bene anche all’intestino grazie alla presenza di fruttoligosaccaridi, carboidrati complessi dagli effetti prebiotici. Si usa per condire le insalate.

6-aceto umeboshi

Si tratta dell’acidulato prodotto durante la fase di maturazione di un particolare tipo di albicocche giapponesi, le umeboshi di cui conserva tutte le caratteristiche salutari tanto da essere considerato un toccasana dalla cultura orientale. Grazie alla presenza di un’alta percentuale di acido citrico, l’umeboshi facilita l’assorbimento intestinale di ferro, calcio e magnesio. Si può usare al posto dell’aceto di vino per condire l’insalata ma meglio non aggiungere sale perché l’acidulato è già particolarmente sapido.

7-riso selvatico

In realtà, non è un riso vero e proprio perché non appartiene al genere Oryza. Ha un alto contenuto di proteine, dell’aminoacido lisina ed è una buona fonte di vitamine e minerali. Inoltre, ha un basso indice glicemico. Il tempo di cottura è piuttosto prolungato rispetto ai risi tradizionali, oscilla tra i 45 ed i 60 minuti.

8 Curcuma

È un concentrato di sostanze antiossidanti in grado di contrastare i disordini neurodegenerativi legati all’invecchiamento del cervello. Alle Hawai, dove è chiamata “holena”, è la base di tutta la medicina tradizionale. In India, il primo produttore di curcuma al mondo, è utilizzata da secoli nella medicina Ayurvedica per le sue virtù preventive e terapeutiche. Si può usare per aromatizzare le uova strapazzate, le insalate e il pollo.

9 basilico cinese

È considerato dai coreani “pianta della giovinezza”. Le foglie hanno proprietà antibiotiche, antiallergiche e anti-infiammatorie, oltre ad essere ricche di vitamina A, B2 ed E, calcio e ferro. I semi sono ricchi di omega-3. Le foglie della varietà verde si usano come una normale erba aromatica o in insalata, in tempura, nel sushi o come contorno nei piatti di pesce.

10-bulgur

È una semola di grano duro di origine antichissima, simile al cuscus dal quale, però, si differenzia in quanto i chicchi, prima di essere essiccati, vengono fatti germogliare. Ed è in questo procedimento che sta tutta la ricchezza del bulgur. Infatti, attraverso la germinazione, gli amidi vengono trasformati in zuccheri semplici, le proteine in aminoacidi, le vitamine e i sali minerali moltiplicano il loro valore. I suoi chicchi si possono utilizzare sia come contorno ai piatti ricchi e saporiti nella sua versione al naturale, che come piatto unico mescolato a carne (o pesce) e verdure.

Fonte: huffpost