Diclofenac, allarme per il cuore

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Arriva dal Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) l’avvertimento riguardante l’anti-infiammatorio Diclofenac: non va somministrato in pazienti con malattie cardiache, problemi circolatori o precedenti di ictus o attacchi di cuore. La molecola va inoltre evitata anche per i malati di diabete, o per le persone che presentino fattori di rischio cardiovascolare, disturbi come elevato contenuto di colesterolo nel sangue, problemi alle vene o alle arterie e ipertensione. Ma sono a rischio anche i forti fumatori e chi presenta problemi di sovrappeso. Il Diclofenac è il principio attivo alla base di farmaci molto comuni come il Voltaren, il Dicloreum e il Fenadol, per le sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche e agisce bloccando l’azione di un’enzima (la ciclo-ossigenasi), che produce diversi composti chimici tra i quali le prostaglandine. Queste causano dolori, infiammazione e rigonfiamento, ed è proprio interrompendone la produzione che il Diclofenac svolge la sua azione antinfiammatoria e di riduzione del dolore. L’analisi dei dati di farmacovigilanza, cioè quelli che vengono raccolti a partire dagli effetti riportati dai pazienti che usano il farmaco una volta messo in commercio, è stata avviata nell’ottobre del 2012, e il comitato di valutazione del rischio dell’Ema ha decretato che gli effetti avversi che il Diclofenac può causare sul sistema circolatorio e sul cuore “non sono affatto trascurabili”. Un avvertimento da non sottovalutare: i medicinali a base di Diclofenac vengono prescritti in particolar modo a persone anziane, poiché indicati per chi soffre di malattie infiammatorie e degenerative quali artrite reumatoide, artrosi, reumatismi e dolori ossei o muscolari, e la popolazione anziana è proprio quella più fragile dal punto di vista cardiovascolare. L’allarme non riguarda le pomate, utilizzate in caso di contratture muscolari, bensì il medicinale sotto forma di pillole o da iniettare. Il profilo di rischio della molecola risulta in questo caso molto superiore rispetto agli altri antinfiammatori non steroidei (Fans)più comuni, come l’ibuprofene, il ketoprofene e il naporossene. La sicurezza di questi farmaci è stata monitorata attentamente dalle autorità regolatorie dell’Unione Europea nel 2005, 2006 e 2012, confermando che chi assume Fans ha un rischio leggermente superiore alla media di andare incontro a eventi tromboembolici arteriosi, come la formazione di coaguli di sangue nelle arterie. Il livello di rischio del Diclofenac, in particolare, sale in maniera sensibile quando la molecola viene assunta in dosi elevate (150 mg al giorno) e a lungo termine, ed è associabile a quello di un’altra classe di antinfiammatori, gli inibitori selettivi dell’enzima ciclo-ossigenasi (COX-2). Vanno dunque messe in atto le misure di prevenzione già utilizzate per i COX-2 inibitori, per ridurre al minimo i rischi di eventi tromboembolici arteriosi, concludono dall’Ema.

Riferimenti: Ema

Tratto-. Galileonet.it