Cuore: colesterolo, glicemia, pressione, 10 regole per stare in forma

Un pochino più magri rispetto agli anni ’80, con il colesterolo e la glicemia che non sforano troppo i limiti e la pressione che comincia a scendere. Cuore e vasi degli italiani stanno un po’ meglio rispetto a vent’anni fa, perché finalmente riusciamo a tenere meglio sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare più importanti. I dati, raccolti su circa 3500 italiani nell’arco di 20 anni, mostrano che i fattori di rischio cardiovascolare si sono complessivamente ridotti, contribuendo ad abbassare in modo concreto l’incidenza di attacchi di cuore e ictus. Lo rivelano gli studi discussi in occasione del Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) che si conclude a Firenze domani. Tra i dati diffusi, anche quelli relativi all’impatto della crisi sulla salute del cuore: sei italiani su dieci, infatti, saranno costretti a rinunciare o tagliare drasticamente le ferie estive per colpa della crisi economica. Fra questi, soprattutto i più anziani o chi ha due o più fattori di rischio cardiovascolare, avranno di conseguenza un maggior pericolo di andare incontro a infarti e ictus. Abbiamo chiesto al presidente dell’Anmco, Francesco Bovenzi, quali sono gli ultimi dati sulla salute del cuore degli italiani e come mantenere quest’organo vitale in forma.

- Rilassarsi

Uno studio svolto dal Servizio di Psicofisiologia Clinica del San Camillo-Forlanini di Roma, in collaborazione con la Cattedra di Psicofisiologia Clinica della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, dimostra che il rilassamento muscolare è importante anche per il cuore. La ricerca condotta su 30 pazienti che avevano avuto un attacco di cuore dimostra che la tensione muscolare causata nel 61% dei casi da problemi socio-economici e isolamento sociale e nel 34% da difficoltà lavorative e familiari, aumenta del 30 per cento il rischio di depressione e questa, a sua volta, accresce del 20 per cento la probabilità di malattie cardiovascolari. Perciò, è importante finire la giornata con pensieri prevalentemente positivi e la consapevolezza di essere capaci di affrontare le difficoltà e di sentirsi utili a se stessi e agli altri.

Evitare il caldo

Restare in città in estate è “pericoloso” anche per il maggior caldo che si è costretti a subire, con la minaccia della disidratazione e delle conseguenze negative che ne derivano sul lavoro cardiaco: il sangue diventa, infatti, più denso e il cuore fa più fatica a pomparlo in circolo. Sono particolarmente a rischio tutti i pazienti che già soffrono di una patologia cardiovascolare, come gli ipertesi, i pazienti con scompenso cardiaco o chi ha una patologia venosa.

Colesterolo

Tenere a bada colesterolo, ipertensione e diabete È fondamentale tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare più importanti come colesterolo, ipertensione e diabete. I dati, raccolti su circa 3500 italiani nell’arco di 20 anni, mostrano che i fattori di rischio cardiovascolare si sono complessivamente ridotti, ma restano alcune ombre. Le donne ad esempio tengono più sotto controllo la pressione, ma sta aumentando il numero delle fumatrici e se sono diabetiche non riescono a mantenere la glicemia nella norma.

Non fumare

Le donne risultano tuttora a rischio anche perché sono andate in controtendenza rispetto agli uomini nell’abitudine al fumo: il numero di fumatrici è cresciuto del 5% in vent’anni, mentre i fumatori sono in continuo calo. Innegabili i vantaggi dello smettere di fumare sul cuore: la pressione del sangue e la frequenza del battito cardiaco diminuiscono. Il rischio di avere un infarto cardiaco si riduce del 50% dopo un anno. Il rischio di avere un ictus cerebrale regredisce in 5-10 anni.

mangiare sano

Un’alimentazione corretta aiuta a prevenire il rischio di malattie cronico-degenerative come la malattia coronarica, l’ictus, il diabete e i tumori. Per coloro che hanno già avuto una malattia cardiovascolare (infarto cardiaco, angina, ictus cerebrale) una giusta alimentazione può rappresentare una vera e propria cura e ridurre la probabilità di andare incontro a nuove manifestazioni della malattia. I cibi da preferire sono frutta fresca, ortaggi e pesce.

Dimagrire

Il grasso sull’addome corrisponde al grasso intorno al cuore perciò è fondamentale dimagrire. L’insieme di obesità e di inattività fisica rappresenta una vera e propria “miscela esplosiva” per il cuore perché, oltre a creare di per sé una condizione di rischio, favorisce l’aumento sia dei valori della pressione Arteriosa sia dei valori di colesterolo nel sangue. Perciò, mangiare in modo equilibrato e svolgere attività fisica in modo costante è fondamentale.

Fare attività fisica

Tra le condizioni che favoriscono le malattie del cuore e dei vasi sanguigni, l’obesità e l’inattività fisica nel tempo libero sono particolarmente diffuse in Italia (rispettivamente circa il 20 e il 50 % della popolazione). È fondamentale perciò svolgere costantemente attività fisica orientandosi verso discipline di tipo aerobico che implichino l’utilizzazione di ampie masse muscolari come la corsa lenta (jogging), il ciclismo, il nuoto, il tennis, la pallavolo e l’aerobica. Vanno bene anche hobby come le passeggiate, il giardinaggio, la manutenzione della casa, il ballo.

Controlli medici

L’elettrocardiogramma costituisce l’indagine strumentale di base della diagnostica cardiologica. Ma periodicamente servono anche altri esami come l’holter, la coronografia, la scintigrafia miocardica e la risonanza magnetica che consente un’esplorazione totalmente non invasiva del cuore fornendo una qualità d’immagine assolutamente irraggiungibile con i metodi tradizionali.

Check up anche al lavoro

La salute del cuore si può controllare anche in azienda e perfino in tempi di crisi, perché lo screening è semplice ed economico. Lo dimostra una ricerca condotta dal Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’ospedale Niguarda di Milano su un centinaio di lavoratori di un’azienda di Vimercate. Il metodo di screening è molto semplice e dura appena 25 minuti: il lavoratore si reca nell’infermeria dell’azienda e viene sottoposto a una visita medica a cui si associano elettrocardiogramma, misura della pressione, analisi del sangue. La visita avviene in collegamento diretto via web mediante una piattaforma digitale connessa con un medico ospedaliero, che così può intervenire e gestire il paziente direttamente: durante lo studio è stato possibile, ad esempio, eseguire un’auscultazione cardiaca e del torace mettendo lo stetoscopio in collegamento audio con il medico.

Andare in vacanza

Secondo le proiezioni 35 milioni di italiani dovranno rinunciare o tagliare drasticamente le vacanze, tanto che moltissimi potranno permettersi solo una settimana di riposo fuori casa. Secondo gli esperti dell’ANMCO, il mancato relax e la tensione che ne deriva aumentano il rischio di depressione e ansia e queste possono accrescere il pericolo di infarti e ictus, che sale anche perché il cuore e i vasi, se non si “stacca la spina”, sono più esposti a problemi cardiovascolari come ipertensione e aritmie. Ma i cardiologi rassicurano: basta anche solo una settimana di vacanze per ridurre il rischio soprattutto per anziani o soggetti con due o più fattori di rischio cardiovascolare che rinunciando alle ferie si esporrebbero a una maggiore probabilità di malattie ischemiche.

Fonte: huffpost