Cosa vuol dire “biologico”?

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Fa crescere piante e animali nel modo più naturale possibile senza l’uso di prodotti chimici sintetizzati in laboratorio.

In agricoltura “biologico” vuol dire evitare di ricorrere all’uso dei prodotti derivanti da sintesi chimica impiegando, invece, tecniche tradizionali come: le rotazioni colturali, per evitare l’impoverimento del terreno causata da colture ripetute per più annate; la fertilizzazione con materia organica, per “nutrire” il terreno; la prevenzione “naturale” delle patologie delle colture, scegliendo varietà più adatte ad essere coltivate con il metodo biologico, l’uso di “insetti buoni” che aggrediscono quelli “cattivi”, l’uso di composti di natura organica che si degradano rapidamente. Sono vietati gli interventi con fungicidi, insetticidi ed erbicidi di sintesi. Se si parla di allevamento, “biologico” indica che il benessere dell’animale è l’obiettivo primario. La scelta delle razze si basa sulla capacità di adattamento alle condizioni ambientali, la vitalità e la resistenza alle malattie. La tutela della salute degli animali, infatti, è raggiunta con condizioni di allevamento che garantiscano un’elevata resistenza alle malattie e che stimolino le difese naturali, con un’alimentazione equilibrata e idonea a soddisfare i fabbisogni, fatta di foraggi e mangimi provenienti da agricoltura biologica e non di origine animale. Gli antibiotici possono essere usati solo sul singolo animale quando sia già ammalato.

Fonte: sapermangiare.mobi