BENESSERE CON FRUTTA E VERDURA

UN RICORDO COMUNE

Tutti ci ricordiamo quando da piccoli mangiare frutta e verdura era uno sforzo, e c’è chi ancora da adulto ne associa il consumo a una sensazione di rinuncia. Basti pensare a quante volte si scherza sull’immagine della triste insalata…magari scondita…come simbolo di una dieta fatta di sole privazioni! Ma la realtà è ben diversa…se non addirittura opposta.

IL RIMEDIO CONTRO IL MALE DEL SECOLO?

Secondo la scienza, una dieta contenente adeguate porzioni di frutta e verdura non solo contribuisce al benessere fisico, ma fa anche bene alla mente e favorisce il buonumore. Già sappiamo come i carboidrati favorevoli, quelli derivanti dai vegetali, siano fondamentali per mantenersi in salute e allontanare il rischio di svariate patologie, ma chi l’avrebbe mai detto che fossero un antidoto naturale a stress, ansia e depressione? Secondo l’OMS sono circa 350 i milioni di persone affette da quel malessere cronico e subdolo che è chiamato depressione. Un male in crescita e costante diffusione, forse a causa di una qualità della vita che pur avendo guadagnato in ricchezza, ha sempre più perso in serenità e benessere inteso come equilibrio fisico…e mentale.

UNA PORZIONE DI… FELICITA’

A tal proposito gli studiosi dell’Università di Warwick, in collaborazione con il US Dartmouth College,dopo aver analizzato le abitudini alimentari di 80mila persone, hanno affermato come il benessere mentale sia direttamente collegato al consumo di frutta e verdura. Ma non finisce qui! Il legame tra i due ha anche un aspetto quantitativo: più frutta e verdura mangiamo maggiore è la nostra felicità, o meglio la nostra salute mentale. Secondo lo studio, il consumo ideale è di 7 porzioni quotidiane (di circa 80 grammi), un po’ di più delle 5 già raccomandate dalle Autorità sanitarie europee per mantenere la salute cardiovascolare e prevenire il cancro. Anche se sembra che la gente non prenda troppo sul serio queste direttive. Secondo i dati rilevati il 25% degli intervistati mangia a malapena una porzione al giorno di frutta e verdura, mentre solo il 10% delle persone mangia 7 o più porzioni quotidiane. Dati critici, che potrebbero – almeno in parte- spiegare la presenza endemica della depressione al giorno d’oggi.

DIMMI COSA MANGI E TI DIRO’ COME INVECCHIERAI…

Un ampio studio svolto nel 2011 dal National Institute for Public Health and the Environment di Bilthoven nei Paesi Bassi (the DoetinchemCohortStudy), indaga il ruolo di frutta e verdure nei confronti della funzione cognitiva e del relativo declino, negli uomini e donne di mezza età. La ricerca ha preso in considerazione 2.613 uomini e donne di età compresa tra 43-70 anni, esaminati due volte a distanza di 5 anni per giudicarne le globali funzioni cognitive, la memoria, la velocità nell’elaborazione di dati e la flessibilità mentale.

Parallelamente lo studio ha tenuto conto dell’abituale consumo di frutta e verdura, in termini di quantità e di tipologia. Le conclusioni non sono riuscite a evidenziare correlazioni precise tra funzioni cognitive e consumo di frutta e verdura, ma hanno attestato come il consumo di determinati alimenti (tra cui cavoli e ortaggi a radice, oltre alle noci) possa contribuire a rallentare il declino cognitivo dovuto all’età. Ancora una volta torniamo a parlare dell’innegabile rapporto tra ciò che mangiamo e il nostro stato di salute, sia inteso come benessere quotidiano, sia relativamente allo sviluppo di determinate patologie.

 

ALIMENTAZIONE VS ALZHEIMER: UNA SFIDA APERTA

Un ulteriore contributo scientifico (2011) che arriva dal Dipartimento di Geriatria dell’Università di Bari,riguarda il rapporto tra dieta e rischio di Alzheimer, analizzando l’influenza dei singoli alimenti, dai latticini al vino. Sappiamo già come il consumo di pesce ricco di acidi grassi monoinsaturi e acidi grassi polinsaturi sia correlato con la riduzione del rischio di sviluppo di questa patologia. E malgrado la scarsa evidenza epidemiologica riguardante il consumo di frutta e verdura, è innegabile il ruolo protettivo che questi macronutrienti rivestono contro il declino cognitivo, la demenza e il morbo di Alzheimer.  A tal proposito si chiama in campo la dieta mediterranea – quella vera!- non a base di piatti di pasta al pomodoro come una certa informazione distorta ci ha portato a credere, bensì fondata sul consumo di frutta e verdura, che per questioni climatiche non a caso abbondano attorno al bacino del Mediterraneo e storicamente sono state protagoniste della dieta dei suoi abitanti. Ritorniamo così alle “solite” dritte dietetiche finalizzate a limitare il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche:pesce ricco di Omega 3, oli vegetali, verdure e frutta a basso indice glicemico. Pochi alimenti con zuccheri aggiunti e un bicchiere di vino rosso ogni tanto, per brindare facendo il pieno di antiossidanti. Con l’augurio che l’aspetto alimentare sia tenuto in sempre maggiore considerazione nell’ambito dello studio per la prevenzione e gestione delle patologie legate al declino cognitivo.

 

Dott. Lucio Lorusso – Zone Consultant

Dott.ssa Francesca Lorusso

Fonte: zoneacademy