Arsenico nel riso. Cosa devi sapere e come eliminarlo

fotolia_103167176_subscription_monthly_m-300x200

L’utilizzo dei pesticidi in agricoltura e l’inquinamento dell’acqua hanno sempre delle conseguenze su ciò che mangiamo.  L’arsenico inorganico nel riso ne è l’esempio.

Il riso che portiamo sulle nostre tavole è davvero sicuro?  Non quando è presente l’arsenico inorganico.

L’arsenico è un elemento che puoi trovare in natura, e risulta innocuo nella sua forma organica, che è presente nell’aria, nell’acqua, sulla superficie terrestre, nel suolo.

Per questo motivo è normalissimo che ci siano delle tracce di esso nel riso.

La problematica però e quando parliamo di arsenico inorganico .

Quello in organico, si verifica a causa dell’azione dell’uomo, più nello specifico a causa di pesticidi, inquinamento idrico dovuto agli scarichi industriali, che vanno a contaminare le acque.

Come puoi immaginare, il riso è il cereale che ha il maggior bisogno di acqua per crescere.

Proprio per questo motivo è l’alimento nel quale possono essere rilevati livelli più elevati rispetto ad altri cereali.

Il fatto che l’arsenico, quindi, si trovi nel riso, non è una novità, anche se sconosciuta a molti dei consumatori.

La sua presenza nel riso, è nota da molto tempo ed è oggetto di studio da più di 10 anni.

Gli studi in questione sono mirati a capire con quali modalità si può migliorare la qualità di questo alimento riducendo le appunto le quantità di arsenico da esso assimilabili.

Analisi scientifiche 

  • E’ stato  dimostrato che il riso ha in se una certa percentuale di questo semimetallo tossico, che è associato ai tumori della pelle, dei polmoni e della vescica, come spiegato da Consumer Reports.
  • L’EFSA  ci ricorda che che gli alimenti in cui è presente in particolare questo elemento, sono i prodotti trasformati a base di cereali, come: il pane, la farina il riso, il latte e i latticini, l’acqua potabile, che sono le principali fonti di esposizione per la popolazione europea in genere.
  • Inoltre, anch’essa ci ricorda che, l’assunzione a lungo termine di arsenico inorganico è associata a una serie di problematiche per la salute, tra cui le lesioni cutanee, il cancro e le malattie cardiovascolari.
  • La stessa EFSA che ha presoda anni in considerazione il problema, ha indicato il valore limite considerato sicuro per l’assunzione di arsenico inorganico, che 0,3 – 8 microgrammi per kg di peso corporeo al giorno .
  • Qui puoi leggere il parere dell’EFSA sulla arsenico negli alimenti.
  • L’Ente Nazionale Risi  è l’organo preposto a condurre una varietà di studi sperimentali più approfonditi sul tema.

In Italia tuttavia, la qualità del riso è buona e si punta a migliorarla.

E’ importante mantenere una visione equilibrata e non drammatizzare perché il riso è un alimento importante per la gran parte della popolazione mondiale.

Cosa si consiglia

  • Innanzitutto di prestare più attenzione riguardo il consumo di riso nei bambini, perché il loro organismo è quello più esposto ai danni da assunzione di arsenico inorganico rispetto a quello degli adulti.
  • Secondo il consumer Reports, è importante bilanciare il consumo di riso con quello degli altri cereali con più basso contenuto di arsenico, parliamo del grano saraceno, la polenta, il miglio, l’amaranto. Questi non presentano tracce del semimetallo incriminato.
  • Secondo lo stesso studio, il riso bianco Sarebbe quello meno inquinato rispetto a quello integrale, perché è privo della buccia in cui va ad annidarsi maggiormente l’arsenico.

Sfortunatamente però dal punto di vista nutrizionale come specificato anche in alcuni dei nostri articoli, il riso  bianco può essere nocivo sotto altri punti di vista  a causa dei processi di raffinamento.

Quindi, come fare?  Dobbiamo eliminare totalmente il riso?

Assolutamente no, innanzitutto consigliamo un piccolo stratagemma per eliminare in parte, le quantità di arsenico nel riso.

Il segreto sta nella cottura del riso, simile a quello della pasta:

  • L’acqua in pentola deve essere 6 volte maggiore la quantità di riso.
  • L’acqua in eccesso  ovviamente, dovrà essere buttata perché con lei andrà via in parte il semimetallo in questione.
  • In questo modo il 60% dell’arsenico sarà eliminato.
  • Un’altra soluzione è quella di risciacquare il riso prima della cottura.

Come vedi, con alcuni accorgimenti possiamo continuare a consumare riso senza problemi, tenendo presente però i consigli appena dati per la cottura, i metodi utilizzati nella sua coltivazione (prediligere il biologico per ovvi motivi citati) e soprattutto l’importanza della variazione della propria dieta.

Alternare con altri  cereali è certamente la soluzione più valida.

Fonte: http://www.vivismart.org/arsenico-nel-riso-cosa-devi-sapere-e-come-eliminarlo/